Intervista Luisella Ceretta

In occasione dell’avvicinarsi del Salone del Libro abbiamo intervistato l’autrice del romanzo 1982, Viaggio nel tempo della casa editrice Spunto Edizioni!


  1. Questo romanzo parla di un viaggio nel tempo, perché proprio il 1982?

Il 1982 mi è sembrato importante per due eventi in particolare: il primo, è l’anno del mio diploma di maturità, proprio come per Gina (e Paola, sua coetanea). Il secondo, perché è l’anno di una vittoria italiana ai mondiali di calcio. Non una vittoria qualsiasi ma una vittoria che ci fa ricordare anche un importante presidente della repubblica, quale Sandro Pertini. Ci sono molti altri anni importanti ma, a un certo punto, ho dovuto scegliere.

  • Da dov’è nata la tua passione per la scrittura?

È nata un po’ per caso. Nel 1981 sono venuta per caso a conoscenza di un premio letterario per racconti di genere fantastico (fantascienza, horror, fantasy eccetera). Mi è venuta in mente una storia horror-gotica e sono risultata tra i vincitori. E così ho iniziato a scrivere racconti e a partecipare ad altri premi letterari.

  • Una delle parti che ho più preferito del libro è il fatto che riesce ad unire due differenti generazioni in un’unica avventura; per raccontare questo legame c’è stata un’ispirazione precisa?

Mi affascinano le differenze generazionali. Sono difficili da capire, se non lo fossero non esisterebbero gli psicologi dell’età evolutiva. Il passaggio tra diverse generazioni l’abbiamo vissuto, lo stiamo vivendo, lo vivremo tutti, almeno se ci resta un po’ di vita da vivere. È un modo per ricordare e riflettere su come siamo stati da bambini, poi da adolescenti e così via.

  • Qual è il tuo libro preferito è perché?

Non ho un libro preferito o, meglio, non uno solo. Ho scoperto per caso “Il mio angelo ha le ali nere” di Elliott Chaze, un noir di un autore americano minore. Mi piacciono i gialli della Vargas, i romanzi di Lansdale, Palaniuk, Maugham e altre/i ancora. Leggo un po’ di tutto ma se un libro non mi cattura entro le prime venti/trenta pagine, lo mollo. Ci sono tante altre storie da leggere e una vita non basta, quindi perché perdere tempo prezioso?

  • Se dovessi dare un consiglio a un giovane scrittore, quale sarebbe?

Leggere molto, ascoltare i consigli di chi ha più esperienza, anche se possono fare male, non partire dalla presunzione di sapere tutto, di essere bravi a prescindere, di aver scritto una bella cosa che, se agli altri non piace, credere che siano quegli altri a sbagliare. E poi non mollare, lavorarci su molto, moltissimo. Non si smette mai di imparare e c’è sempre margine di miglioramento.

  • Al momento c’è un altro romanzo in lavorazione?

Alcuni progetti in divenire, qualche saggio di divulgazione. Tante idee, poco tempo. Chissà…

Ringraziamo la scrittrice per la sua gentilezza e aspettiamo nuovi romanzi da leggere.

_Giuls

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