Le balene mangiano da sole, Rosario Pelecchia

Un rider di Milano nato a Napoli, un ragazzino milanese ma che ha la maglietta di Cavani, due esistenze incrinate che si incontrano e forse possono aiutarsi l’un l’altra

A Genny fare il rider piace, non ha ascoltato quelli che gli dicevano di lasciar perdere e concentrarsi solo sugli studi perché quello non era un lavoro per lui. Per lui è stimolante vedere le persone attraverso quello che ordinano e il poco che riesce a scorgere dalle loro case; forse pensare alle vite degli altri gli permette di concentrarsi un po’ meno sulla sua, un po’ meno sul ricordo di Claudia, che anche quando non ci pensa è lì, come una spina, pronto a pungerlo.

Luca è un ragazzino sveglio, e capisce presto che le balene mangiano da sole, e non c’è nessuno ad aiutarle con un cucchiaio gigante; l’ha scoperto sulla sua pelle e queste sono cose che non vengono lavate via da un bagnoschiuma profumato. Giulia, sua madre, vorrebbe poterlo fare; darebbe tutto a quel suo piccolo miracolo, e anche se è una donna forte, non è sempre facile come sembra.

Le due anime si incontrano così, una sera come tante altre mentre Genny sfreccia sulla sua bicicletta per le vie di Milano. La porta gli viene aperta da un ragazzino che si sente grande perché ha avuto il permesso di guardare la partita da solo, ma forse proprio solo non la vuole guardare; e allora chiede a Genny di entrare, e condividere un po’ di alette di pollo con lui, anche solo per qualche minuto, il primo tempo? anche il secondo? Per favore! Ed è così che l’amicizia nasce, con del cibo condiviso e una squadra da tifare.

Un romanzo che ho letto con piacere dall’inizio alla fine. I tempi perfetti e la narrazione incalzante lo rende molto scorrevole raggiungendo la giusta miscela di emozioni. Le storie di Genny e Luca non sono vite spensierate, ma lo scrittore non utilizza mai il loro dolore per piangersi addosso, anzi è un motore che permette alla storia di muoversi e con lei i suoi personaggi.

Due vite che ci ricordano quanto ognuno di noi sia fondamentale per sé stesso, e quanto molte volte, tocchi a noi scegliere come vivere, nonostante tutto quello che ci può accadere.

_Giuls

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