IL PALAZZO DELLA MEZZANOTTE, Carlos Ruiz Zafon

Zafon affronta una storia drammatica incantandoci con l’atmosfera di Calcutta, la città che sostituisce la Barcellona alla quale eravamo abituati

Sono passati sedici anni dalla tragica notte in cui il destino di Ben e Sheere è stato segnato da una cupa maledizione, sedici anni trascorsi inesorabilmente, durante i quali i due gemelli non hanno mai saputo dell’esistenza l’uno dell’altro. Una sera, mentre la tempesta infervora il cielo di Calcutta, un treno in fiamme ne squarcia il manto plumbeo, stridendo lungo i binari che ne avrebbero dovuto esaltare la magnificenza, sedici anni prima. Quella notte segna l’epilogo di una gioventù trascorsa nella menzogna e nella paura e preannuncia una tragica verità pronta ad emergere dalla tenebra della stazione di Jheeter’s Gate, rivelando una malvagità tanto disumana quanto fragile.

Ambientato nell’inusuale città di Calcutta, il romanzo di Carlos Ruiz Zafon affronta una storia drammatica, in una cornice così diversa dai gotici edifici della Barcellona alla quale ci aveva abituati, da sembrare quasi surreale. Ed è proprio tra i bazar indiani degli anni ’30 che i protagonisti, membri del club segreto Chowbar Society, affrontano un destino segnato dall’amore che si tramuta in odio, una tempesta così devastante, che trasformerà l’ardere delle braci in un candido manto bianco.

“La vita è come la prima partita di scacchi. Quando inizi a capire come si muovono i pezzi, hai già perso”

Il palazzo della mezzanotte, Carlos Ruiz Zafon

_Nicco

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