ReadingHunters e gli esami

Come si comportano i cacciatori di libri obbligati ad affrontare gli esami all’università?

Eccoci di nuovo in periodo di sessione, perciò affrontiamo l’enorme argomento taboo insieme per sentirci meno soli. Taboo perché gli esami sono come Voldemort, più li nomini e più l’ansia ti individua raggiungendo l’obiettivo e distruggendo tutto ciò che si ha intorno (troppo esagerato?).

I cacciatori di letture non sono esenti da questa situazione. Anche i più spavaldi devono ammettere che il tremolio pre esame da prestazione c’è sempre. No matricole mie, non passa, neanche quando arrivate alla magistrale.

Poi i test online, con quel rilassante conto alla rovescia davanti alla faccia hanno migliorato la situazione generale. Un po’ meno felici le candele reduci da un rito scaramantico per fare in modo che la connessione e il computer provato dai mesi di DAD reggano. D’altronde come non cercare di seguire le orme della “bambina della sesta luna”, un po’ di alchimia di qua, un po’ di alchimia di là e si risolve tutto.

Il tipico esemplare di readinghunter in una situazione esame universitario tipo preferisce passare tra i primi piuttosto che tra gli ultimi. Un po’ per evitare l’agitazione dell’attesa, un po’ perché non vuole perdere tempo che potrebbe investire in nuove letture di piacere. Si distingue dagli altri del suo branco perché durante la preparazione dissemina la stanza di post-it colorati adibiti al ripasso e schemi variopinti per utilizzare, almeno in parte, la costosa cancelleria di cui si ciba giornalmente e giustificare il conto corrente perennemente in rosso.

Si possono trovare esemplari sia timidi che estroversi, ma sicuramente sprovvisti della paura del foglio bianco per uno scritto a domande aperte nel quale possono liberare la loro parte nascosta da scrittori. Negli orali invece devono essere controllati e contenuti perché se partono per la tangente sono capaci anche di raccontare quello che hanno mangiato a pranzo collegandolo con il programma da studiare. Non sarebbe certo una novità questa loro ossessione per cercare ovunque indizi che colleghino un libro all’altro, all’altro ancora senza mai interrompere.

Il cacciatore di letture inoltre, essendo estremamente curioso, dà il meglio di sé negli argomenti più difficili, rischiando in quelli più facili di peccare di distrazione. Per questo durante lo studio va accompagnato da qualcuno che compensi i suoi viaggi pindarici verso mete immaginarie senza meta e destinazione.

Il periodo esami non è semplice, ma è anche vero che può dare diverse soddisfazioni e momenti di condivisione che possono essere alomentati anche da distanza. L’università è un’esperienza complessa ma completa, non dobbiamo sentirci diversi, strani nell’agitazione per un nuovo appello. Siamo tutti diversi, ma tutti ugusli e soprattutto non così lontani come pensiamo di essere.

_Giuls

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