RESPIRA

«Federica! Federica ci sei, cazzo Federica rispondi!»

Non ci sono, non ci sono più. Mentre l’acqua mi riempie il naso e le orecchie mi sento solo vuota. Sprofondo, metro dopo metro. Le voci si fanno lontane, io sono sempre più distante.

«Sei uno stronzo Frenk, guarda cosa hai fatto. Fedee, Fede ti prego non fare scherzi.»

Scherzi, chi ha mai scherzato. Non scherzavo quando gli dicevo di smetterla di prendermi in giro, non scherzavo quando volevo sentirmi solo parte di un gruppo, per una volta avrei tanto desiderato non doverli guardare dal mio lontano vetro appannato. 

«Non torna su.»

No, non torno su. Sto scivolando. Gliel’avevo detto, non so nuotare. Non scherzavo.

Tutto si annebbia. Non ho più forza e infatti non mi arrabbio. Ho sempre avuto paura dell’acqua, ma questa volta rimango immobile, perché è impossibile tornare a galla. Nell’istante in cui non ci spero più due braccia mi afferrano la vita trascinandomi via dal buio. Quando sento la plastica del pattino sotto la schiena e inizio a sputare l’acqua che ho inghiottito mi irrigidisco ancora di più; è adesso che mi sento affogare. Mentre so che tutti mi stanno osservando. Una ragazza fradicia, scompigliata, la sfigata che ha appena rischiato di morire.

Quando apro gli occhi il mio campo visivo viene investito da Carlotta che si butta verso di me stringendomi con un abbraccio umido. Anche lei sta grondando.

«Oh mio Dio, sei viva.» Dice fra i singhiozzi mentre mi abbraccia ancora un po’.

Mi guardo intorno spiazzata mentre i polmoni si riabituano a respirare. I primi occhi che incrocio sono quelli colpevoli di Frank. Mi alzo con le gambe ancora tremanti. Percorro i pochi metri che ci separano.

«Scusa, non pensavo che…» Non riesce a finire la frase perché la mia mano lo colpisce in faccia.

«Non sono una scopa imbalsamata stronzo, non so nuotare.»

Ci metto qualche secondo per accorgermi che il mio gesto ha suscitato un clamoroso applauso e qualche gridolino agitato.

Qualcosa è appena stato sciacquato via. Mentre guardo Carlotta passarsi un asciugamano intorno alle spalle tremante e mi rendo conto di essere veramente ancora viva capisco. l’interruttore da click. Ho scelto. Io l’eterna indecisa so che è arrivato il momento di cambiare. Non voglio gli applausi degli altri, non aspirerò più a qualcuno che mi spinge la testa sott’acqua.

Mentre torniamo con il pattino verso la riva per la prima volta dopo tanto tempo respiro ed è una sensazione che non voglio smettere di provare.  

Giuls

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