A CARLOS RUIZ ZAFON

RICORDIAMO SOLO QUELLO CHE NON È MAI ACCADUTO

A volte, succede che un incontro cambi la vita. Casuale, non pianificato, ma che ha il potere di lasciare un segno indelebile.

A volte, capita che questo incontro non avvenga con una persona, ma con una sua idea o un suo pensiero. Marina, la protagonista dell’omonimo romanzo di Carlos Ruiz Zafón, amava ripetere che “Le cose più reali succedono solo nell’immaginazione” e che noi uomini “Ricordiamo solo quello che non è mai accaduto”.

Un giorno ho conosciuto Carlos Ruiz Zafón: è stato un incontro fortuito ma, come spesso avviene, è stata la sua casualità a lasciare segni indelebili. Imbattersi in un suo libro mi ha spalancato le porte sul mondo della scrittura, un mondo che non conoscendo mi attirava e spaventava allo stesso tempo. È stato in quel momento che ho riconosciuto in Daniel Sempere, giovane protagonista della tetralogia del “Cimitero dei libri dimenticati”, un amico nel quale rispecchiarsi, un ragazzo che affrontava le passioni e le sofferenze dell’adolescenza, tentando di districarsi nel labirinto delle incertezze. Vivere la storia di Daniel è stato un po’ come vivere la vita dall’esterno, tifando per lui nei momenti più difficili, sognando un incontro con la mia Beatriz, immaginando di vagabondare in una Barcellona che, anche se non avevo mai visitato sentivo mi appartenesse totalmente e della quale riuscivo a percepire i suoni, gli odori, l’essenza.

Crescendo Insieme a Daniel ho imparato ad ascoltarmi; ho imparato che “Ogni libro possiede un’anima” e che “Nel momento in cui ti soffermi a pensare se ami o meno una persona, hai già la risposta”. Zafón è stato in grado di ammaliarmi con le sue parole, con l’alone di mistero delle sue storie, con le atmosfere suggestive dei suoi romanzi. È stato capace di farmi gioire, commuovere, lasciarmi perso per ore a ripensare alla vita che io, Daniel, stavo vivendo nella Barcellona della mia immaginazione.

Un giorno ho conosciuto Carlos Ruiz Zafón e, insieme a lui, ho conosciuto Daniel, Beatriz, Fermín, Marina, Óscar, l’Avinguda del Tibidabo, il Montjuïc… Incontri fortuiti, ma fondamentali nella loro casualità.

Forse, Zafón non l’ho mai conosciuto realmente.

Forse, ricordiamo davvero solo quello che non è mai accaduto.

Nicco

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