Caro amico, ti scrivo

Ti scrivo oggi.

Sono pochi i momenti che rimettono il mondo in prospettiva. Momenti in cui tutti si fermano e guardano da lontano non solo gli altri, ma anche se stessi. È da questa lontananza che diventa evidente quanto sia importante ubriacarsi del minuto che si sta vivendo, e che dà forma alla nostra esistenza.

Ti scrivo oggi. Bisogna dirlo alle persone che riconosciamo come importanti. Che forse, fermandoci ad ascoltarle, ci permettono di zittire per qualche attimo il brusio di quello che accade fuori.

Ti scrivo oggi, perché domani non so se posso, perché domani è troppo tardi.

Ti scrivo oggi perché è sempre più lontana l’illusione di poter essere un singolo ignorando la mancanza della totalità, del bisogno di sentirsi singoli, ma in mezzo agli altri.

Questa quarantena all’inizio è sembrata strana, strana nel senso di sconosciuta, ma perfettamente famigliare. Sono solite le pareti che ci circondano, conosciuti gli spostamenti che facciamo in cucina, congeniale la routine della giornata, tutto gira in un meccanismo che si è creato da solo plasmandosi sull’emergenza. e allora ogni tanto, ci si dimentica di quell’emergenza, e si torna a essere spensierati, a guardarsi da fuori come se si stesse assistendo a un film utopico del quale però non si fa parte. E se si ha la fortuna di non sbatterci la faccia contro quest’emergenza, giorno dopo giorno l’abitudine diventa preponderante, soffocando sempre di più quel movimento di pancia a conferma che la somatizzazione non è una leggenda metropolitana.  È questo il momento in cui gli umani ricominciano, ricominciamo a dare il meglio di loro stessi rendendo le giornate ricche di secondi da apprezzare.

«Ho avuto un’idea geniale! Non sai cos’ho fatto oggi … ho iniziato un corso online che mi ha aperto un mondo…»

«Davvero? Noi ci siamo dati al bricolage. Il miglior Interior designer adesso ci invidierebbe le sedie del salotto. Meno male che ci hanno consegnato a casa la vernice! Il mondo non poteva essere privato di una tale opera d’arte.»

«Pazzesco! Usciti da qui per me Masterchef spostati proprio, i miei vicini svengono a forza dei profumi dei miei sughi.»

Ti scrivo oggi e ti racconto, perché la vita continua a scorrere e non dobbiamo stare per forza ad aspettare il miraggio di un domani.

_Giulia_

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