La memoria di Babele

Il terzo romanzo della saga degli Attraversaspecchi
Autore quadro: Stefano Bertolusso

Ho una naturale predilezioni per i romanzi scritti dannatamente bene. Se poi sono fantasy allora, si tramutano in un richiamo praticamente irresistibile.

La definizione corretta è selezione naturale, un processo che avviene automaticamente durante la caccia di nuovi libri. Essi sono un po’ come le persone, se non mi convincono i primi capitoli è difficile che la mia opinione possa completamente cambiare in seguito; Christelle Dabos però non si è smentita, dalle prime pagine mi aveva già convinto che sarei arrivata alla fine in un soffio.

Ofelia e Thorn sono perfettamente imperfetti, due personaggi così particolari che possono darsi senso solo l’un l’altro, tanto che da soli non potrebbero esistere. La loro caratterizzazione è spettacolare, le loro stranezze non stridono diventando semplicemente delle particolarità che riescono a renderli veri nella loro irrealizzabilità.

L’unico problema è che adesso dovrò trovare il tempo per imparare il francese, perché (no spoiler tranquilli) il finale è decisamente aperto e io non so se ho la volontà necessaria per aspettare che il nuovo romanzo venga tradotto in italiano.

Finora Ofelia aveva sempre pensato che niente di quello che si accingeva a vivere lì le avrebbe ricordato il Polo, In quel momento realizzò con chiarezza di aver sottovalutato Babel.

Christelle Dabos _La Memoria di Babel_

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