Ci vergogniamo del Romance?

Il SalTo 2019 (per quelli che non vogliono fare i so tutto io degli anagrammi traduco: Salone del libro di Torino) è stato costellato da eventi imperdibili, tra questi ho assistito ad una conferenza sul romance che vedeva protagoniste Anna Premoli e Felicia Kingsley. Argomento: l’autorità del “romanzo rosa” nell’odierna realtà editoriale. Numeri di vendite stellari contro la diffidenza che troppo spesso si percepisce nei confronti di questo genere.

Perché ovviamente parlano di sentimenti effimeri per donne stanche che stanno a casa a fare la calzetta. Sì, certo. Infatti è un caso che il 77% dei libri su Smashwords venduti, una delle piattaforme più importanti per il self-publishing, siano romance. Una banale coincidenza.

Felicia lo dice chiaramente, quando le persone scoprono che scrivi sì, ma storie d’amore, l’espressione vira verso lo scettico fino a raggiungere lo scherno che implica non molto velatamente la poca importanza che ti hanno automaticamente attribuito. Come se fosse più semplice scrivere un altro tipo di romanzo. E’ vero, il pubblico è prevalentemente quello femminile, ma questo non dovrebbe influire sull’importanza dell’opera.

La domanda è perché? Come mai si percepisce questa denigrazione nei confronti del genere nonostante sia una delle voci più alte del fatturato di una casa editrice?

La Premoli invita prima di tutto noi lettrici a riprendersi l’orgoglio del genere. I romance sì, sono romanzi d’intrattenimento, ma questo non vuol dire che non debbano essere letti e poi, andiamo … la cosa veramente importante è leggere. Che si tratti di un saggio scientifico, un fumetto o una piece teatrale; se si ama la lettura la si ama a qualsiasi genere essa appartenga.

I Romance non sono più quelli di una volta perché le lettrici non sono più quelle di una volta. Adesso si parla di donne intraprendenti, INdipendenti, che riescono nella vita con o senza un uomo e che danno l’opportunità ai sentimenti se mai di migliorargliela e non di distruggerla. Se queste sono le figure che vogliamo promuovere allora dico Welcome Back Romance Pride.

_Giulia_

2 risposte a "Ci vergogniamo del Romance?"

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  1. Parto con un luogo comune… Ma veritiero: l’amore è il motore del mondo. Quindi perché non parlarne? Perché dovrebbe essere una cosa frivola? Anzi. Ogni cosa nella nostra vita ne è pregna. Oltretutto, sto per dire una cosa impopolare, ne parlavo ieri con amiche, alcuni libri rosa sono obiettivamente scritti molto meglio di classici che magari sono entrati nella storia perché rivoluzionari, ma in quanto descrizioni o struttura non sono così elaborati. Basta pregiudizi! In qualsiasi campo 😉

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    1. Assolutamente d’accordo, i luoghi comuni a volte ci rendono miopi, avendo come unico esito quello di farci perdere delle belle occasioni, come può essere un buon libro

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